La cerimonia del tea in Giappone

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UNA FIABA GIAPPONESE

E continuano i viaggi di Angiolina & Audrey. Oggi le nostre ragazze si sono allontanate parecchio dalla vecchia Europa. Le possiamo infatti trovare immerse nella cultura giapponese. Tra kimono, stoffe preziose, decorazioni e simboli e sicuramente una tazza di tea Matcha.

Stupendi, fantastici, nei loro dettagli, nei colori, nelle stoffe, nelle decorazioni. I kimoni.. simbolo del Giappone, dell’arte della seduzione, del rito del tea. Il kimono prezioso in tutte le sue parti, quelle a vista .. certamente ma soprattutto quelle nascoste .. misteriose .. nulla è improvvisato… dalla scelta dei colori, dai simboli rappresentati, alle lunghezze della maniche… Un abito impegnativo ma un abito, infatti la parola kimono vuole proprio dire qualcosa da indossare, abito appunto.

kimono

Memorie di una Geisha 2005

Poco conosciamo della storia del kimono prima del 794-1185 (Epoca Heian). Durante l’epoca della Corte Yamato, le donne indossavano una giacca con gonna. Solo con l’introduzione della legge Yoro, in una sezione riguardante ai kimoni, ne venivano descritti colori, forme e tipi a seconda delle cerimonie e dei livelli politici della corte.  Lo stile era  molto influenzato da quello cinese, considerati i loro stretti rapporti culturali e commerciali. Ma la tendenza a semplificare il loro abbigliamento continuava, dal kamishino (gilet e pantaloni larghi) per i nobili e il kosode per il popolo. Il kosode, l’antesignano del kimono, comincia ad essere indossato sempre più tra le donne e influenzato dagli abiti delle geisha, diventando sempre più eleborato e colorato.

Anche l’arrivo del teatro kabuki e i suoi attori con kimono molto vistosi hanno sicuramente fatto aumentare la tendenza a creare abiti dalle forme semplici ma elaborati nelle decorazioni.. E sono state emesse altre leggi per imporre un limite al lusso dell’abbigliamento fra i non-nobili .. ma questo ha creato un effetto contrario e ha portato alla creazione di abiti sempre più riccamente decorati.

Il Kimono è l’abito giapponese per eccellenza.. oltre ad essere pura espressione di un linguaggio non verbale: l’arte della seduzione. Tra mistero di quello che si immagina e la grazie dei movimenti.

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Nel 1785, si vede il furisode, il kimono femminile caratterizzato dalle maniche molto ampie per le occasioni importanti. Dapprima coperto con un grembiule, e considerato parte della biancheria intima. Durante il periodo Edo le maniche iniziano ad allungarsi  specialmente tra le donne non sposate e la cintura (obi) diventa più larga. Da allora la forma base del kimono è rimasta tale. Il kimono è una veste a forma di T, dalla linea dritta, fino alle caviglie con colletto e maniche lunghe e ampie (fino a mezzo metro) all’altezza dei polsi. Confezionato proprio così per nascondere le curve di chi lo indossa.

Si pensi che in passato il kimono veniva spesso scucito per consentire ai vari pannelli di essere lavati separatamenti e poi ricuciti a mano. Tessuti e lavaggio moderni hanno fatto estinguere questo ‘rito’. Anche se spesso per conservarlo negli anni, agli orli esterni vengono messi dei punti di imbastitura lenti per evitare pieghe e stropicciature.  Sono 15 in tutto i pezzi per comporre un kimono, dalla fodera esterna, quella interna, il colletto, le maniche…. Le fodere dei kimono, sono più preziose della parte esterna, l’anima della donna, la parte più bella e nascosta, mostrata solo alle persone più importanti.

Ma certamente impossibile indossare un kimono senza un aiuto, da unire e fissare con regole molto precise. Per la pratica del kimono esistono persone professioniste che aiutano le donne specialmente nelle occasioni speciali. Le assistenti hanno una licenza professionale e lavorano anche a domicilio. Il kimono solitamente viene abbinato alle calzature tradizionali giapponesi, conosciamo dai film e dai libri (se in Giappone non ci siamo ancora andate) I sandali geta e zori (simili alle infradito) e i tabi il simpatico calzino che divide l’alluce dalla altre dita.

I kimono tradizionali sono tutti cuciti a mano e i tessuti utilizzati sono decorati a mano. È sicuramente la seta la stoffa dei kimono, e le cinture in seta o broccato, o satinato (rinzu), anche se i kimono moderni sono realizzati in tessuti meno costosi e meno delicati. La seta è il tessuto ideale e diventa obbligatoria per le occasioni informali. Infatti sono diversi gli stili di kimono a seconda delle occasioni: la formalità nel kimono da donna è dato dalla forma e diciamo dalla lunghezza delle maniche, per l’uomo i colori sono più sobri e sono i colori degli accessori a distinguerne la formalità.

Molto interessante negli ultimi anni il trends del riciclo dei vecchi kimono: molto spesso in passato si ricavavano kimono per bambini, anche borsette e accessori. È proprio la moda più recente, con le nuove tendenze, si sta sbizzarrendo con la creazione di altri oggetti molto raffinati e dettagliati: come scarpe, borse, accessory, spille, decorazioni e accessori per la casa.

scarpe kimono

E se oggi da un lato la moda rivisita tessuti di kimono andati nel tempo, la cerimonia del tea resta uno degli eventi formali più famosi collegati alla cultura del giappone e al kimono.

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Altre curiosità sui tessuti giapponesi:

Borse per il riso
Le borse Komebukuro per trasportare il riso in offerta ai tempi, durante le cerimonie religiose o per tenere regali preziosi connessi con eventi personali importanti per amici e parenti. Oggi giorno la tradizione non viene più praticata e questo tipo di borse vengono cucite molto raramente.

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Indigo Blue
I giapponesi scoprirono molto presto che il cotone era un tessuto difficile da colorare ad eccezione del colore indigo. Ecco l’uso molto diffuso del colore naturale indigo soprattutto nel periodo Edo (1603 – 1867).

Sarasa
È un semplice cotone arrivato in Giappone tramite i commercianti portoghesi che l’hanno fatto arrivare passando per l’India. Questi stupendi tesuti, dai disegni esotici sono diventati molto popolari tra i ricchi samurai e di gran moda fra i commercianti arricchitisi grazie allo sviluppo economico di quest’epoca (Edo). Il governo spesso proibiva le manifestazioni eccessive di lusso, e una legge del 1825 poneva limiti anche allo sfarzo della Sarasa. Senza però impedire la ricerca di sempre maggior raffinatezza, e molti indossavano indumenti lussuosi sotto una giacca di colore sobrio. Il cotone Sarasa è stato piacevolmente usato anche per decorare borse e borsette e biancheria.

Simboli
Interessante anche il significato dei simboli delle stoffe giapponesi: tartarughe e gru sono simboli di lunga vita e buona fortuna nelle cerimonie di matrimonio tradizionali. Anche il crisantemo introdotto in Giappone nell’Ottovo secolo è diventato molto comune. Si contano 150 diversi motivi del fiore di crisantemo, di cui uno da sempre usato dalla famiglia Imperiale Giapponese, scelto e adottato dall’imperatore nel 14esimo secolo.

Tarta gru

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This entry was published on 18/02/2013 at 6:00 am and is filed under Uncategorized. Bookmark the permalink. Follow any comments here with the RSS feed for this post.

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