Tessuti e fantasie: indago denim

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Nuovo vecchio Denim

Arriva in Italia nel 1500 parte dall’America, ma in realtà parte proprio dall’Italia, dai cantieri navali genovesi…e se il nome anglosassone blue-jeans, arriva da blue de Genes (blu di Genova), il nome denim prende il nome dalla città francese Nîmes, un tempo si diceva tela de Nîmes.

È solo a partire dal 1850, che il termine jeans viene utilizzato per identificare un modello di pantalone e non più il tessuto. È proprio Levi Strauss, a lanciare un pantalone resistente a cinque tasche, ideale per i cercatori d’oro. Nel 1934 Levi Strauss ha creato i Lady Levis’ ma erano soprattutto jeans da lavoro.

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Con il cinema americano degli anni Cinquanta i jeans entrano nelle case dei giovani … James Dean, Elvis Presley i loro testimonial. E nei toni chiari l’uniforme ‘jeans’ dei sessantottini. La rivoluzione pacifica degli hippy, da noi conosciuti come figli dei fiori fanno del jeans uno dei loro simboli .. e dal modello classico passiamo a quello a zampa d’elefante sfrangiato (e a volte dipinto).

Con gli anni Settanta i jeans diventano il fiore all’occhiello dei grandi stilisti di moda diventando quasi ‘elegante’. E così le più importanti brand della moda lo fanno diventare parte integrante delle loro collezioni, al punto che negli anni Ottanta, oramai non c’è nessuna casa di moda, che non produca la propria linea jeans. Negli anni Novanta, da abbigliamento casual e per il tempo libero si regala un ‘upgrade’ e si presenta in altri materiali, colori, modelli, e si rende più femminile con inserti in pizzo, strass, piume e anche pitone. Diventando così anche oggetto di lusso. Poi con il nuovo millennio diventa ecologico e ancora costoso, poi con gli anni l’eco jeans si presenta sul mercato con prezzi più modici e anche sul mercato italiano. Come quelli di Life Gate, totalmente green: si propongono come nuovo modello economico dove far convivere prodotti, rispetto per l’ambiente e attenzione per il sociale.

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E più recentemente abbiamo i tessuti innovativi: con aloe per tenere morbida la pelle, con ingredienti miracolosi che aiutano a dimagrire, con il cachemere per una morbidezza mai pensata prima.. (se ricordiamo a come erano rigidi i jeans dei tempi passati), arrivano anche i leggings o jeggins, una vera seconda pelle jeans…. tutta una nuova generazione di tessuti stretch incredibilmente performanti.

Non solo un’espressione di un marchio, di una casa di moda.. ma bensì espressione di un certo street-style.. liberamente interpretato da chi lo indossa..

Il tessuto denim negli ultimi anni ha vissuto una grande rivoluzione nel suo utilizzo, non più solo il classico cinque tasche ma si presenta in chiave di accessorio moda, porcellane e nell’interior design. Bellissimo in vintage e trendy in versione upcycling, cioè l’arte di riciclare utilizzando materiale già esistente reinventandolo per altri usi.

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Il tessuto denim è molto amato perchè cambia senza cambiare. Regala ricordi e riafferma memorie. Si tinge di passato e affronta preparato il futuro. Il denim un tessuto veramente camaleontico… un filato di cotone. E prima dell’introduzione dei coloranti, il suuo colore blu era ricavato dalla pianta guado o dall’indaco. Il colore indaco con la sua eleganza è protagonista della collezione Bleus d’Ailleurs di Hermes, ispitata all’arte decorativa orientale del XI secolo, con un forte richiamo al mediterraneo, agli azulejos portoghesi.. di nuovo al mare..la terra d’origine del nostro nuovo vecchio denim.

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This entry was published on 14/01/2013 at 6:00 am and is filed under Uncategorized. Bookmark the permalink. Follow any comments here with the RSS feed for this post.

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