Le interviste di Angiolina & Audrey: Veruska Sabucco

E continuiamo le nostre interviste con Veruska Sabucco,  che si racconta  a Angiolina & Audrey.  Un modo per scoprire i talenti emergenti e affermati del mondo del fatto a mano italiano. Dove le nostre tradizioni si uniscono a questa ventata di nuovi trends craft …

A Cup of Tea with VERUSKA SABUCCO

Veruska, raccontaci un po’ di te.
Che dire di me? Ho una laurea in Sociologia, con indirizzo comunicazioni di massa, e lavoro da sempre nell’editoria, un settore che amo e a cui resto attaccata con le unghie e con i denti, nonostante le difficoltà. Ho iniziato a fare l’uncinetto perché sono sempre stata interessata al tessile:, da ragazzina ho fatto un corso per diventare modista, ma la sartoria non ha mai attecchito completamente.
Poi, contemporaneamente, ho ereditato gli uncinetti di mia nonna e i filati della nonna della mia coinquilina ed è stato come una specie di segno del destino: “Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me!”. Infatti, ho iniziato a “uncinettare” ossessivamente, e non ho più smesso…

A&A. Se ti dovessi descrivere in solo tre parole?
Temo che due su tre non siano belle parole, ma… acida, neghittosa, gattofila. Vorrei aggiungere “di apertissime vedute”, se posso.

A&A. Ci racconti della tua giornata tipo?
In realtà, lavorando come freelance non ho una giornata tipo. Ci sono giornate impegnatissime, quando mi commissionano un lavoro, e giornate libere, che spesso impiego per creare modelli da proporre a riviste, altre volte per andare a spasso nel parco.

A&A. Qual’e il tuo stile creativo?
Credo che dentro di me ci sia una drag queen sempre pronta a esplodere, per questo direi che il mio stile può essere definito “Carmen Miranda”.

A&A. Dove lavori? hai un angolo, studio, spazio dedicato?
No. Vivendo tra Milano e la Gran Bretagna, un po’ qui e un po’ là, con delle puntate nella casa dei miei genitori, non riesco a ricavarmi la proverbiale“stanza tutta per me” quindi, come diceva Marion Zimmer Bradley, lavoro ovunque e in qualunque momento. A volte un’idea ti viene mentre stai andando a fare la spesa, e allora ti fermi in un angolo e scribacchi uno scarabocchio su un vecchio scontrino del bar (sperando poi di non buttarlo per sbaglio!). Ci sono dei progetti che necessariamente vanno seguiti solo da casa per un motivo o per l’altro (filato troppo scuro per essere lavorato con poca luce o troppo chiaro per andare in giro per la città, scialli che hanno raggiunto dimensioni titaniche, coperte…), ma spesso lavoro anche sui mezzi pubblici, infatti cerco sempre di muovermi usando un solo mezzo invece di due o tre, anche se sarebbero più veloci, perché posso concentrarmi e creare (e saltare la fermata a cui dovevo scendere).

A&A. I tuoi materiali, tessuti preferiti?
Ho un insano feticcio per la mohair, che poi uso poco perché mi piace troppo guardarla e niente mi sembra mai abbastanza interessante per questa bellissima fibra, quindi accarezzo i gomitoli e li rimetto a posto. Cerco di usare filati a basso impatto ambientale, come il cotone bio, o che provengono da allevamenti magari piccoli, ma dove gli animali sono trattati con rispetto (ad esempio, cerco merino di pecore non sottoposte a mulesing). Uso anche filati tinti a mano con tinture naturali, sono belli e mi lavo la coscienza mentre li lavoro. Adoro la Corallina, purtroppo sta scomparendo dalla circolazione.

A&A. Che libri, periodici hai sul comodino?
Non ho un comodino, in realtà potremmo dire che non ne ho nessuno o che ne ho tre. Vediamo, a ruota libera… Ho il periodico della LIPU (i piumaggi degli uccelli, tra l’altro, offrono ottimi spunti per gli accostamenti di colore), qualche libro di fantascienza, fumetti,  un paio di dizionari di punti all’uncinetto, che sono fondamentali per disegnare modelli, l’ultimo numero di “Interweave Crochet”, riviste varie, l’agenda per segnare le cose che mi sono scordata di fare durante il giorno e mi vengono in mente nel cuore della notte…

A&A. Cosa ti ispira di più? luoghi, persone, oggetti …
Questa è una domanda molto difficile, perché non ho mai capito da dove saltano fuori le idee. Abbastanza spesso nascono dal mondo vegetale: fiori, foglie, piante, a volte da esigenze particolari che ho, come Scaleno, che ho progettato per coprire la parte di torace che i cappotti lasciano scoperta. A volte, come nel caso di Calypso , Cavolfiore mannaro  e Borsina aliena , è la mia drag queen interiore che parla; a volte i filati stessi mi ispirano costruzioni particolari.

A&A. Il luogo dove vivi (la tua area, la tua zona) e il mondo del craft.
Ma… devo dire la verità, io mi muovo soprattutto su Internet, quindi  non so bene cosa accada “dal vivo”. Qui a Milano, per fortuna, si stanno moltiplicando gli incontri di maglia e uncinetto, oltre a quello storico del terzo sabato del mese in Triennale ce ne sono almeno altri due, più vari incontri privati, gruppi di amiche che si riuniscono una volta a settimana a fare finta di sferruzzare (che poi, in realtà, si chiacchiera di tutto e non si fa nemmeno una riga di lavoro. Se la si fa, tanto viene sbagliata!). Poi, come dicevamo tra di noi, in UK è un altro mondo, ad esempio ci sono moltissimi uomini che non hanno paura a fare la maglia e a farsi vedere mentre lavorano. Qui in Italia c’è un gruppo su Facebook di magliauomini e crochetmen, ma incontrarne è dura. Io ho avuto due allievi maschi durante i miei corsi italiani di uncinetto tunisino, ma poi nulla.

A&A. Tre persone creative (o tre blog) che vuoi condividere con le nostre lettrici.
Sicuramente Alice Twain, che è una mia collega estremamente competente e ha da poco pubblicato un manualetto tascabile ma completo per principianti assolute di maglia. Vashti Braha: non sempre mi piacciono le sue creazioni, ma la sua newsletter è sempre piena di informazioni interessanti, soprattutto da un punto di vista tecnico. Infine, gli scialli di Lisa Naskrent.

A&A Ultimo progetto? e il prossimo (se ce lo puoi raccontare).
Al momento sto lavorando molto sulle lane bulky. Quest’inverno su maglia-uncinetto recensiremo soprattutto quelle (per un mio capriccio, ogni tanto mi vengono delle fissazioni), e ho appena terminato un collo cappuccio velocissimo da fare. Vado da un estremo all’altro, sto lavorando uno scialle a punto tunisi con l’uncinetto da 3 mm, però è frustrante, allora ogni tanto prendo un bel filato grosso e via, ci faccio un accessorio in due ore, così mi sento gratificata.
Ecco, non riesco, come fanno altre, ad avere avviati più di due progetti per volta, mi viene l’ansia di non riuscire a finirne nessuno, quindi lavoro in modo sequenziale e non parallelo.
Sto poi litigando con i campioni per una stola di mohair (ohibò!), che mi hanno commissionato, ma il progetto è supersegreto, e sto preparando i campioni da mandare alla solita messe di riviste, rigorosamente estere: aldilà della qualità delle spiegazioni, le redazioni sono professionali.

Per tutte le immagini  dei lavori di Veruska pubblicate in questa intervista si ringrazia Veruska Sabucco.

Veruska Sabucco: http://www.maglia-uncinetto.it


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This entry was published on 10/12/2012 at 6:00 am and is filed under Uncategorized. Bookmark the permalink. Follow any comments here with the RSS feed for this post.

3 thoughts on “Le interviste di Angiolina & Audrey: Veruska Sabucco

  1. Storie di vita che si intrecciano un po’ con le mie…mi piace sempre leggere le interviste di donne creative e piene di tanta voglia di fare.

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