Le interviste di Angiolina&Audrey. Rosanna Bassani

È la nostra cara Rosanna Bassani, a seguire come seconda creativa che si racconta nella nostra nuova rubrica dedicata alle interviste di Angiolina & Audrey, un modo per scoprire i talenti emergenti e affermati del mondo del fatto a mano italiano. Dove le nostre tradizioni si uniscono a questa ventata di nuovi trends craft …

A Cup of Tea with ROSANNA BASSANI

Rosanna raccontaci un po’ di te? …vengo, buon’ultima, da una famiglia di donne e questa non è cosa da poco: l’amore per i filati i tessuti i colori i gomitoli mi ha nutrito fin da bambina.

Una breve carriera come bibliotecaria e nell’arredamento di design. Erano gli anni 80 e inizio ’90, l’azienda era famosa e al top ma piccola e ci si occupava un po’ di tutto. Poi vicissitudini varie della vita mi hanno portato altrove. Dal 2000 mi dedico alla famiglia e a me stessa e comincio a lavorare come insegnante di maglia per un negozio di filati.  Qualche anno dopo scopro il  feltro che completa la fascinazione della materia tessile che si plasma.

A&A. Se ti dovessi descrivere in solo tre parole?
Tenace, paziente, generosa ma aggiungerei  ribelle altrimenti al mio ritratto manca un colore.

A&A.  Ci racconti la tua giornata tipo?
Oggi la mia giornata tipo inizia  tardi perchè in genere mi alzo poco prima delle 9.00: coccole al gatto, colazione, poi o mi fiondo a Milano a tenere i miei corsi di maglia (e più raramente feltro) o lavoro in casa: preparo le lezioni, lavoro ai vari campioni, e soprattutto  produco accessori  d’abbigliamento in feltro fatto a mano.  E regolarmente vado in palestra e a nuotare in piscina, leggo, ascolto musica, classica e jazz, passo tempo in internet, sia per tenermi aggiornata,  sia per tenermi in contatto con amici lontani. La sera se non insegno, cinema, o a cena con amici. Se resto in casa finisco per lavorare  fino ad ore tarde…

A&A.  Qual’e il tuo stile creativo?
Per  il feltro è sicuramente uno stile elegante e sobrio. Col tempo l’uso del colore per me è passato da tonalità accese a toni più spenti e classici. L’utilizzo stesso del cashmere come materia prima mi ha suggerito le tinte naturali, più classiche, meno modaiole. Il mio è un feltro da signora (giovane o diversamente giovane che sia). I miei lavori sono per lo più morbide stole o cappelli, sottili e caldi con colori molto sfumati e sempre con l’utilizzo di fibre molto preziose. Non amo il feltro spesso,  pesante o approssimativo  per cui la mia specialità è proprio la leggerezza, l’impalpabilità dei miei lavori.

Per la maglia invece, posso dire che l’insegnamento e il rapporto con le allieve è per me una grande soddisfazione. Mi piace molto trasmettere le mie conoscenze, vedere che le allieve mi seguono, si appassionano e producono bellissimi lavori mi riempie di orgoglio.

Nei miei lavori a maglia, commissionati per l’esposizione in negozio o per altri produttori di filati, sono particolarmente libera di scegliere colori e fibre che più si addicono alle lavorazioni che ho in mente. I molti anni di insegnamento e una vita intera passata a sferruzzare mi hanno permesso una grande esperienza tecnica che posso finalmente utilizzare per creare modelli e capi particolari. E quello che faccio mi deve piacere, altrimenti mi è impossibile farlo.

A&A.  Dove lavori? hai un angolo, studio, spazio dedicato?
A parte l’insegnamento, la produzione viene fatta tutta  a casa mia. Non ho uno studio dedicato all’ attività, non me lo posso permettere purtroppo, per cui invado gli spazi casalinghi di lane cardate e filate, di ferri, tessuti, gomitoli…
È una casa sicuramente molto vissuta e mai perfetta la mia, ma è uno spazio adatto perchè munito di comodi divani per il lavoro a maglia e di un tavolo grande davanti a una vetrata a tutta parete che mi consente di lavorare in piena luce, cosa per me indispensabile, visto che lavoro con il colore. Non potrei sopportare di dover lavorare alla luce artificiale che falsa i toni.

A&A.  Le tue lane (materiali) preferite?
Da qualche anno a questa parte propongo soprattutto feltro di puro cashmere, praticamente da quando un’azienda leader nel cashmere mi ha chiesto la produzione di alcune collezioni di sciarpe feltrate a mano in cashmere.  Quindi, principalmente cashmere, lane merino, sete, fibre naturali particolari: fibre di soia, bambu, seta, canapa, lino, viscosa… Sono affascinata da tutto ciò che è materia tessile naturale e intrecciabile, che sia già tessuto o sia lana cardata, fibra pettinata, matassa.

A&A. Che libri, periodici hai sul comodino?
Sul comodino non ho libri, pur amando molto la lettura di romanzi italiani e stranieri. Mi incuriosiscono molto le opere prime e i miei libri stanno vicino al divano, dove mi piace leggere. O in macchina perchè abitando distante da Milano, devo sempre prevedere di partire con largo anticipo non sapendo che traffico trovo; o ancora nella borsa della palestra così la mezz’ora di ciclette passa più veloce.

A&A.  Cosa ti ispira di più? luoghi, persone, oggetti …
Sicuramente i colori della natura sono quelli a cui sono più sensibile, che si tratti di rocce di un paesaggio lavico o di un sottobosco autunnale per i colori caldi, o di un mare sardo tra  graniti rosati o un cielo all’imbrunire.

A volte mi lascio ispirare dalla visita di una mostra di pittura, da immagini fotografiche, da altri lavori  realizzati con tecniche diverse dalla mia.

A&A. Ultimo progetto? e il prossimo (se ce lo puoi raccontare).
I miei progetti futuri? alcuni sono ancora in fase di consolidamento per cui è prematuro parlarne. Sicuramente tanta maglia, tanti corsi tecnici per le mie allieve perchè solo se si è “padroni” fino in fondo della conoscenza tecnica, la si può applicare, ammaestrare, plasmare e persino scavalcare, dando spazio alla creatività. La voglia di esportare i miei corsi anche in altre città diverse da Milano, cosa a cui sono disponibile, come ho gia’ fatto con Torino, Bergamo, Aosta ..
E infine aggiungo due miei piccoli desideri:
1. che la maglia non sia relegata solo al mondo femminile ma torni ad estendersi anche al mondo maschile e si possano finalmente avere anche allievi uomini con in mano i ferri da maglia.  Ritornare un po’ alle origini, a quando la maglia era un’arte e non un passatempo ed era prerogativa maschile.

2. che (in Italia) si smetta di chiamarla knitting ma si torni a parlare di maglia; a questo proposito trovo molto importante la conoscenza della terminologia inglese che permetta di leggere e capire ciò che succede all’estero in questo campo, ma trovo altrettando prezioso preservare la lingua italiana tanto bella e tanto ricca di vocaboli,  nella maglia come in generale nella vita. Perciò non mi sentirete mai parlare di knitting, salvo stia parlando  di maglia con  una persona  di lingua anglosassone!

Didascalie Immagini:
 1. Stole in feltro di pura lana merino, disegni e sfumature con tessuti in seta, cotone, fibre di seta, soia, bambù; 2. Dettagli di lavori in corso; 3. corso di maglia e studenti;
4. scialle in rosso e altre creazione studenti; 5.
Sciarpa in feltro di puro cashmere, disegni in seta e altre fibre tessili;6. Cappelli e scaldacollo in feltro di puro cashmere; 7. Abito Princess Dress, collaborazione con Megan McGuffin, giovane stilista americana, per la sua sfilata di laurea al FIT NY/Milano. Insieme è stato studiato l’abito, Rosanna Bassani ha feltrato la seta e la McGuffin l’ha confezionato. Menzione speciale al concorso Materie di Roma.

Photo credits: si ringrazia Rosanna Bassani per tutte le immagini pubblicate.


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This entry was published on 19/11/2012 at 7:00 am and is filed under Uncategorized. Bookmark the permalink. Follow any comments here with the RSS feed for this post.

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